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mercoledì 23 dicembre 2009

Pillola anti-celiachia

Circa nove anni fa l'equipe del Professore Alessio Fasano, responsabile del Centro di ricerca sulla celiachia e biologia mucosale dell' Università del Maryland, accertò che nella mucosa intestinale dei celiaci si verifica una iperproduzione di una sostanza proteica chiamata "zonulina" responsabile dell'aumentata permeabilità della mucosa gastrica al glutine; in pratica la zonulina è la chiave che apre le porte tra le cellule (tight junctions, giunzioni serrate) lasciando passare il glutine che quindi si incontra con il sistema immunocompetente presente nella sottomucosa. In questo modo si scatena la reazione che causa la deamidazione dei peptidi di gliadina e porta alla produzione di antigeni riconosciuti dai linfociti T specifici per la gliadina stessa; è proprio questo passaggio a scatenare tutto il meccanismo patogenetico della celiachia.
Il larazotide-acetato è un antagonista della zonulina che dovrebbe impedire il passaggio del glutine all'interno della sottomucosa e conseguentemente bloccare tutti i processi patologici derivanti dalla risposta del sistema immunocompetente a tale "intrusione".
Dalla sperimentazione si sono ottenuti risultati interessanti e promettenti ma limitati a una dose di glutine presente in una normale porzione di pasta o pane; questi risultati al momento portano a fissare l'obbiettivo della larazotide-acetato in una copertura da rischio di contaminazione quando il celiaco mangia fuori casa o per occasionali "strappi" alla dieta. Probabilmente, si ritiene che il passaggio intrecellulare del glutine non sia modulato solamente dalla zonulina, ma possa avvenire anche attraverso la cellula stessa per via transcellulare e con meccanismi non ancora noti e che quindi il passaggio di dosi maggiori di glutine non possa essere sufficientemente contrastato semplicemente "antagonizzando" la zonulina.
Il professore Umberto Volta, presidente del Comitato scientifico nazionale dell' associazione italiana celiachia (Aic), nonchè responsabile del centro di riferimento regionale per la diagnosi di celiachia presso l'azienda ospedaliera universitaria S. Orsola Malpighi di Bologna, ribadisce che, ad oggi, l'unica terapia efficace per la celiachia resta la dieta priva di glutine da seguire scrupolosamente per tutta la vita.

In sintesi, l'entrata in commercio del larazotide-acetato, che probabilmente non avverrà prima del 2013, non rappresenterà comunque la fine della dieta gluten-free.

Fonte: Farmacia News 11\09 di Barbara Asprea

giovedì 17 dicembre 2009

Consumo antibiotici.

L’Italia è uno dei Paesi europei con il più alto consumo. Il loro utilizzo, però, molto spesso è inappropriato

L’Italia è uno dei Paesi europei con il più alto consumo di farmaci antibiotici, preceduta solo dalla Francia e da Cipro. Nel Belpaese, infatti, il 44% della popolazione ha ricevuto almeno una prescrizione di antibiotico nel 2008, con un maggiore impiego in età pediatrica e anziana. In particolare, lo scorso anno a 53 bambini su 100 e a 50 anziani su 100 è stato prescritto uno di questi medicinali, per cui è in preoccupante crescita il fenomeno della resistenza. Sono i dati dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) contenuti nel primo rapporto Osmed dedicato a questi prodotti, illustrato oggi a Roma nella sede del ministero della Salute. Le stime mostrano che il consumo italiano di antibiotici è stato, in alcuni casi, doppio rispetto ad altri Paesi. Peggiora nello Stivale anche il trend dell’antibioticoresistenza, soprattutto per batteri come l’Escherichia coli, lo Stafilococco aureo e la Klebsiella pneumoniae, con punte del 40% di inefficacia dei farmaci. Con l’avanzare dell’età diventa maggiore anche la frequenza di prescrizioni di antibiotici ripetute: i pazienti che ne hanno ricevute sei o più rappresentano il 13-14% della popolazione fino a 64 anni, il 22-24% della fascia 65-74 anni e il 28-32% degli over 75. Nel 2008, nove regioni del Centro-Sud (Sicilia, Calabria, Basilicata, Puglia, Campania, Molise, Abruzo, Lazio e Umbria) hanno registrato valori superiori alla media nazionale, mentre le Province autonome di Trento e Bolzano e 10 regioni del Centro-Nord hanno presentato consumi inferiori alla media nazionale. Non usare farmaci antibiotici in caso di raffreddore o influenza. Assumerli solo dietro prescrizione e nelle dosi e nei tempi indicati dal medico. Sono i principali messaggi della nuova campagna di comunicazione Antibiotici, usali con cautela presentata oggi a Roma dal ministero della Salute, dall’Istituto superiore di sanità (Iss) e dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa). La campagna è già partita e durerà fino alla prima settimana di gennaio, coinvolgendo mass media (tv, radio, giornali), mezzi di trasporto, luoghi di aggregazione, cinema e mettendo a disposizione un numero verde (Farmaci line 800571661) e un sito internet (www.antibioticoresponsabile.it). «Bisogna far capire agli italiani - ha detto il direttore generale dell’Aifa, Guido Rasi - che questi medicinali vanno assunti solo se è il medico a prescriverli e mai in presenza di malattia come il raffreddore e l’influenza, sia essa stagionale o pandemica. Inoltre, occorre prenderli nei tempi e nei modi giusti: la sospensione precoce della terapia è la principale causa di sviluppo delle resistenze, poiché non si fa altro che uccidere i batteri più deboli e selezionare quelli più forti». Secondo Rasi, «questa azione di sensibilizzazione si è resa necessaria poiché alcuni germi patogeni importanti hanno già sviluppato livelli di antibioticoresistenza che arrivano anche al 90% e alcuni ceppi sono divenuti resistenti a tutti i 100 antibiotici disponibili, tanto che in futuro si comincia a temere di non poter contare più su alcun farmaco per combattere le infezioni».

Fonte: La Stampa.it

martedì 6 ottobre 2009

Influenza A/H1N1

L'influenza è sotto controllo
Pubblichiamo oggi il secondo contributo del professor Fabrizio Pregliasco, consulente scientifico del Gruppo di lavoro federale sulla pandemia influenzale, che continua a fare il punto sull'epidemiologia dell'influenza da A/H1N1
Il monitoraggio dell'Organizzazione mondiale della sanità (WHO) dimostra che l'andamento dell'influenza pandemica A/H1N1 sta seguendo un iter analogo a quello normalmente dimostrato dall'influenza stagionale, ovvero stanno diminuendo i casi complessivamente registrati nei Paesi dell'emisfero Sud, mentre stanno aumentando nelle zone temperate dell'emisfero Nord. Negli Stati Uniti si sta registrando un numero di casi di influenza crescente e superiore alla media del periodo, mentre in Europa e nei Paesi dell'Asia Occidentale i casi, pur in aumento, rimangono complessivamente pochi. In autunno, e per tutto il periodo Ottobre-Marzo, avviene il normale diffondersi dell'influenza stagionale in tutta Europa e quindi si sta assistendo all'abituale incremento di casi influenzali anche in Italia. Al contempo, però, si assiste al crescere di tutte le sindromi affini che causano una sintomatologia che molte persone definiscono come influenza, ma che non sono riconducibili al novero dei virus identificati come i principali responsabili dell'influenza annuale, che quest'anno sono 3 di origine australiana. Esistono, infatti, almeno altri 262 virus che causano febbre e sintomi respiratori nella popolazione e sicuramente quest'anno per molte persone questi eventi saranno fonte di timori e quindi il ricorso al consiglio del farmacista sarà maggiore rispetto al solito. E' importante sottolineare che stiamo assistendo a un andamento assolutamente abituale della diffusione dei virus influenzali e che i vaccini relativi all'influenza stagionale sono già disponibili in farmacia e a breve partiranno le campagne vaccinali da parte del SSN rivolte alle categorie che ogni anno vengono invitate a utilizzare la vaccinazione come efficace metodo preventivo di possibili complicazioni. Il farmacista può, inoltre, comunicare che si assiste a un continuo aggiornamento delle disposizioni rispetto allo specifico vaccino per l'influenza pandemica A/H1N1 perchè si adeguano al mutare delle reale diffusione del virus. Sicuramente il vaccino non sarà disponibile in farmacia e per la sua erogazione bisognerà attenersi alle disposizioni delle singole ASL territorialmente competenti. Sarà offerto prioritariamente, in modo gratuito e non obbligatorio, al personale sanitario, farmacisti compresi, che deve garantire le prestazioni assistenziali, al personale che garantisce gli aspetti di sicurezza del Paese e la continuità dei servizi essenziali (acqua, energia, telecomunicazioni, ecc.); e successivamente ai soggetti a rischio perchè affetti da patologie croniche gravi. Sarà oggetto di un'ulteriore valutazione, in funzione dell'effettivo andamento dell'epidemia, l'offerta della vaccinazione per l'influenza pandemica A/H1N1 alla popolazione dai 2 ai 27 anni, fascia d'età che, dai dati attualmente disponibili, risulta essere la più colpita dall'infezione in quanto non ha sviluppato anticorpi derivanti dal contagio precedente di virus dello stesso ceppo.

Fabrizio Pregliasco

Fonte: Farmacista 33

venerdì 8 maggio 2009

Stop ai nomi dei medicinali sugli scontrini

Lo scontrino fiscale rilasciato dalle farmacie, per poter dedurre e detrarre la spesa sanitaria nella dichiarazione dei redditi, non riporterà più in dettaglio lo specifico nome del farmaco acquistato.
A partire dal prossimo anno basterà l'indicazione del codice alfanumerico posto sulla confezione di ogni medicinale. Lo annuncia l'Autorità Garante per la protezione dei dati personali. I cittadini italiani potranno continuare a dedurre o detrarre i medicinali acquistati, ma saranno più tutelati. Sulla base del provvedimento del Garante, entro tre mesi l'Agenzia delle entrate dovrà fornire indicazioni per la modifica dello scontrino fiscale rilasciato per l'acquisto di farmaci, indicazioni alle quali le farmacie dovranno adeguarsi al massimo entro il 1 gennaio 2010. Lo "scontrino parlante" che riporta in chiaro, oltre al codice fiscale dell'interessato, la denominazione del farmaco acquistato è in grado di rivelare informazioni sullo stato di salute e sulle patologie dei cittadini. Numerosi sono stati in questi mesi coloro che si sono rivolti al Garante per segnalare la lesione della loro riservatezza e dignità al momento di presentare la documentazione fiscale per la denuncia dei redditi presso il Caf o il proprio commercialista. Il controllo sul farmaco venduto può essere effettuato attraverso l'utilizzo del numero di autorizzazione all'immissione in commercio (Aic) presente sulla confezione del farmaco. Il codice alfanumerico, rilevabile anche mediante lettura ottica, consente di identificare in modo univoco ogni singola confezione farmaceutica venduta, con dosaggio, somministrazione, presentazione e simili, al pari della specificazione in chiaro del nome del farmaco. E' stata in questo modo individuata una soluzione in grado di bilanciare il rispetto della dignità delle persone e l'interesse pubblico alla riduzione del rischio di indebite detrazioni e deduzioni fiscali.

Fonte: Farmacista 33

martedì 28 aprile 2009

Febbre suina/2

L'epidemia suina è più pericolosa delle epidemie influenzali?
Anche se ancora non esistono dati certi in merito alla pericolosità dell’epidemia di influenza suina in corso in Messico e negli Stati Uniti, le prime informazioni in nostro possesso sembrano essere incoraggianti. «Il tasso di mortalità segnalato in Messico – spiega Donato Greco dell’Istituto Superiore di Sanità – sembra essere in linea con quello delle normali epidemie di influenza che abbiamo ogni anno in Europa e anche i CDC hanno spiegato che si tratta di una forma di influenza moderata. Non dobbiamo dimenticare che tutti i pazienti che si sono ammalati negli Stati Uniti stanno bene e sono guariti».
Se l’epidemia dovesse trasformarsi in una pandemia, non sarà quindi come la pandemia di spagnola che nel 1918 causò oltre quaranta milioni di vittime.

Fonte: "Il Messaggero"

Febbre suina/1

Inutile e pericolosa la corsa ai farmaci.
A proposito della cosiddetta influenza suina, la Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI) invita i cittadini ad attenersi alle raccomandazioni emanate dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, e rinnova la disponibilità dei farmacisti a collaborare con tutte le iniziative di informazione e comunicazione che il Ministero vorrà attuare al riguardo. La FOFI ricorda ai cittadini alcuni punti importanti. Innanzitutto non esiste attualmente alcun vaccino che permetta di immunizzare nei confronti del virus mutato all'origine dell'epidemia presente in Messico. Inoltre, ricorda che oseltamivir e zanamivir, spesso citati dai giornali in queste ore, non sono vaccini ma farmaci antivirali, e che per ora, in Europa, nessuna istituzione sanitaria ne ha raccomandato l'assunzione in via profilattica. Infine, vista la confusione presente in alcuni articoli di giornale che hanno definito "antibiotici" i due farmaci antivirali, ricorda che nessun antibiotico è efficace contro i virus e che l'impiego scorretto di antibiotici genera soltanto pericoli per il singolo e per la collettività.

Fonte: Farmacista 33

venerdì 31 ottobre 2008

Stop al Mercurio

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto ministeriale recante "Recepimento della direttiva 2007/51/CE per quanto riguarda le restrizioni alla commercializzazione di alcune apparecchiature contenenti mercurio".

Il Decreto in questione stabilisce che il mercurio non può più essere utilizzato:
*nei termometri per la misurazione della temperatura corporea;
*in altre apparecchiature di misura destinate al grande pubblico (es. manometri, sfigmomanometri).

Il divieto si applica a decorrere dal 3 aprile 2009.

martedì 21 ottobre 2008

Meglio un consulto prima del lassativo.

Nel 2007, in Italia, sono stati spesi in lassativi e fermenti lattici oltre 200 milioni di euro (dati Federsalus-Nielsen). In particolare, i fermenti lattici hanno fruttato 139,7 milioni di euro, i lassativi 44,4 milioni e gli altri prodotti per l'apparato gastrointestinale 18,1 milioni, per un giro d'affari in netto aumento rispetto al 2006, con un 20,4% per i lassativi e un 10,5% per i fermenti. Complessivamente, fermenti lattici e lassativi coprono il 15% del fatturato totale delle farmacie italiane. Tuttavia lo stesso Antonio Longo, presidente della Società italiana unitaria di colonproctologia (SIUCP) consiglia di non abusare sia di farmaci lassativi veri e propri sia dei prodotti di erboristeria, questi ultimi a volte più dannosi perché contengono gli stessi principi attivi, ma non dosati. Un'indagine condotta in un campione di centri ospedalieri su 130 donne con stipsi, ricorda la società scientifica, rileva che il 95% delle intervistate ricorre ai lassativi e che nella maggior parte dei casi (71%) questi prodotti vengono utilizzati senza avere prima consultato un esperto.

Fonte: Farmacista 33

martedì 9 settembre 2008

Bentornati !

Chili di troppo al rientro.
Un'indagine dell'Osservatorio MultiMedica sulla prevenzione alimentare ha rilevato che un italiano su due è rientrato dalle ferie con qualche chilo in più, la colpa è delle cattive abitudini. Sulla base di colloqui effettuati su un campione di 800 persone, uomini e donne tra i 18 e i 60 anni d'età, ha riscontrato che gli italiani in vacanza prediligono pietanze molto salate e grasse, seguono poco la dieta e sospendono quasi totalmente l'attività fisica. Così al ritorno al lavoro rischiano ipertensione, diabete e una generale sonnolenza. Il 51% degli intervistati confessa di aver esagerato a tavola, senza seguire una particolare dieta, mentre il 44% ammette di aver consumato più alcolici. Complice il tempo libero e le maggiori uscite notturne, gli italiani intervistati sono andati al ristorante più di tre volte a settimana (45%), trovandosi poi depressi e svogliati al rientro al lavoro (66%). Per porre rimedio a questa situazione, gli esperti consigliano di evitare piatti elaborati, troppo conditi e salati, non eccedere con gli alcolici e di riprendere l'attività fisica con costanza, almeno 30 minuti al giorno. "I primi 15 giorni sono quelli più importanti - spiega Licia Colombo, responsabile del servizio di dietologia dell'istituto scientifico MultiMedica - per riprendere l'attività quotidiana è meglio tenersi leggeri e cucinare con metodi semplici, evitando sale e grassi".

Fonte : "Farmacista 33"

mercoledì 25 giugno 2008

Gli integratori non vanno in dichiarazione

In risposta alla richiesta di un contribuente, l'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione 256/E del 20 giugno chiarisce che gli integratori alimentari, ancorché prescritti da uno specialista, non possono beneficiare "della detrazione d'imposta del 19%, di cui all'art. 15, comma 1, lett. c), del TUIR, riconosciuta esclusivamente per spese mediche e di assistenza specifica (diverse da quelle indicate nell'art. 10, comma 1, lett. b)), per spese chirurgiche, per l'acquisto di medicinali, per prestazioni specialistiche e per protesi dentarie e sanitarie in genere".
La ragione discenderebbe dalla natura stessa degli integratori che "vengono somministrati, sostanzialmente, per cure dirette ad ottimizzare gli apporti nutrizionali e a migliorare le condizioni fisiologiche, senza per questo essere considerati dei medicinali. In ragione della loro composizione, gli integratori si qualificano, infatti, come prodotti appartenenti all'area alimentare".

Fonte: Farmacista 33

martedì 15 aprile 2008

Dispensazione d'emergenza dall'11 Maggio

Il DM 31/3/2008, che sanciva la possibilità di consegnare un farmaco etico senza ricetta è stato pubblicato sulla Gazzetta pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 86 dell'11 aprile Ecco in sintesi le disposizioni contenute nel decreto, che entrerà in vigore l' 11 Maggio 2008.

Va anzitutto sottolineato che in nessun caso è ammessa la consegna senza ricetta per: medicinali stupefacenti di cui al DPR 309/1990, indipendentemente dalla sezione in cui siano inseriti; medicinali con onere a carico del SSN; medicinali assoggettati a prescrizione medica limitativa (si tratta dei medicinali vendibili al pubblico solo su prescrizione di centri ospedalieri o di specialisti). Ciò premesso, il farmacista, in caso di estrema necessità ed urgenza,può consegnare al cliente che ne faccia richiesta, in assenza di prescrizione medica, un medicinale assoggettato a prescrizione medica ripetibile o non ripetibile, in presenza di una delle seguenti condizioni: patologia cronica; necessità di non interrompere il trattamento terapeutico; prosecuzione della terapia a seguito di dimissioni ospedaliere. Per ciascuna delle suddette condizioni è previsto che debbano risultare elementi che ne confermino la sussistenza.

Patologia cronica.
Qualora il medicinale (la consegna di medicinali iniettabili è ammessa limitatamente all'insulina) venga richiesto per la necessità di assicurare la prosecuzione del trattamento di un paziente affetto da diabete, ipertensione, broncopneumopatia cronica ostruttiva o altra patologia cronica, il farmacista può consegnare il medicinale, a condizione che siano disponibili elementi che confermino che il paziente è in trattamento con il farmaco, quali (si tratta di una elencazione esemplificativa):

a) presenza in farmacia di ricette mediche riferite allo stesso paziente nelle quali è prescritto il farmaco richiesto;
b) esibizione da parte del cliente di un documento rilasciato dall'autorità sanitaria attestante la patologia per la quale è indicato il farmaco. Qualora il documento non indichi il farmaco da utilizzare nel trattamento il cliente è tenuto a sottoscrivere una dichiarazione di assunzione di responsabilità circa la veridicità del trattamento con il medicinale richiesto. La dichiarazione è conservata dal farmacista ed è allegata all'apposito registro;
c) esibizione da parte del cliente di un documento originale firmato dal medico curante attestante la patologia cronica da cui il paziente è affetto, con indicazione del farmaco utilizzato per il relativo trattamento;
d) esibizione di una ricetta con validità scaduta da non oltre trenta giorni; in tal caso il farmacista è tenuto ad apportare un'annotazione sulla ricetta che impedisca la sua riutilizzazione nell'ambito della disciplina del presente decreto. Il cliente è tenuto a sottoscrivere una dichiarazione di assunzione di responsabilità circa la veridicità del trattamento con il medicinale richiesto. La dichiarazione è conservata dal farmacista ed è allegata all'apposito registro;
e) conoscenza diretta da parte del farmacista dello stato di salute del paziente e del trattamento in corso.

Necessità di non interrompere il trattamento terapeutico.
Qualora la richiesta riguardi un paziente che necessiti di non interrompere un trattamento, quale ad esempio l'ulteriore assunzione di un antibiotico (nel caso di antibiotici monodose è ammessa anche la consegna di medicinali iniettabili), il farmacista può consegnare il medicinale richiesto a condizione che siano disponibili elementi che confermino che il paziente è in trattamento con il farmaco, quali (si tratta di una elencazione esemplificativa):

a) presenza in farmacia di una prescrizione medica rilasciata in una data che faccia presumere che il paziente sia ancora in trattamento con il medicinale richiesto;
b) esibizione, da parte del cliente, di una confezione inutilizzabile, ad esempio un flaconcino danneggiato.
Il cliente è tenuto a sottoscrivere una dichiarazione di assunzione di responsabilità circa la veridicità del trattamento con il medicinale richiesto. La dichiarazione è conservata dal farmacista ed è allegata all'apposito registro.

Prosecuzione della terapia a seguito di dimissioni ospedaliere.
Il farmacista può consegnare il medicinale richiesto in caso di esibizione da parte del cliente di documentazione di dimissione ospedaliera emessa il giorno di acquisto o nei due giorni immediatamente precedenti, dalla quale risulti prescritta o, comunque, raccomandata la prosecuzione della terapia con il farmaco richiesto. In tal caso è ammessa anche la consegna di medicinali iniettabili.

Per il farmacista sono previsti i seguenti emendamenti:

Quantità.
Il farmacista è tenuto a consegnare una sola confezione con il più basso numero di unità posologiche del farmaco richiesto, tranne il caso di antibiotici iniettabili monodose che possono essere consegnati in una quantità sufficiente ad assicurare la continuità del trattamento fino alla possibilità di contatto del paziente con il medico prescrittore.

Scheda con specificazione del medicinale.
Il farmacista è tenuto a ricordare al cliente che la consegna del farmaco senza ricetta è una procedura eccezionale e che il cliente deve comunque informare il medico curante del ricorso alla procedura. A tal fine il farmacista consegna al cliente una scheda, da inoltrare al medico, contenente la specificazione del medicinale consegnato.

Registro .
Il farmacista annota su apposito registro, le cui pagine sono dallo stesso numerate, timbrate e siglate, la consegna dei farmaci effettuata ai sensi del DM in esame, riportando il nome del farmaco, le iniziali del paziente e la condizione, tra quelle sopra riportate, che ha dato luogo alla consegna del farmaco, allegando, nei casi in cui è prevista, la dichiarazione di assunzione di responsabilità del cliente.

Il decreto in oggetto prevede infine che, entro il mese di dicembre 2008, la Federfarma e l'Assofarm raccolgano e comunichino al Ministero della salute e all'AIFA i dati relativi al numero e alla tipologia dei casi di ricorso alle procedure di cui al DM in oggetto registrati fino alla data del 30 novembre 2008, formulando eventuali proposte di modifica della relativa disciplina. Il Ministero della salute dovrà trasmettere tale documentazione alla FOFI e alla FNOMCeO, per le rispettive valutazioni.

Fonte: Farmacista 33

giovedì 10 aprile 2008

Frutta e verdura

Basta una porzione in più.
Una porzione in più di frutta o verdura al giorno è di grande aiuto per difendersi dal cancro secondo Carlo La Vecchia, epidemiologo dell'Istituto Mario Negri di Milano, intervenuto al Congresso nazionale dell'Andid, l'Associazione dei dietisti italiani, a Firenze. "Una dieta ricca di frutta e verdura ha un effetto protettivo nei confronti di molte forme tumorali e in prima linea di quelle dell'apparato digestivo e intestinale. Per dare un'idea - dice l'esperto - tra il 20% e il 60% dei casi di cancro sono da attribuire proprio a un basso consumo di questi alimenti. Eppure dati recenti dicono che basterebbe poco per ribaltare questi numeri: una porzione di frutta o di verdura in più rispetto al proprio consumo abituale, abbatte il rischio di cancro del 10-20%". La Vecchia consiglia di "consumare cinque porzioni al giorno tra frutta e verdura, privilegiare la carne bianca e il pesce e mangiare poca carne rossa che, soprattutto alla griglia, sembra legata alla comparsa di alcune forme di cancro del colon e dello stomaco. Infine - conclude - meglio preferire l'olio di oliva come condimento: è ricco di acidi grassi con un ruolo protettivo".

Fonte: Farmacista 33

lunedì 7 aprile 2008

Attenzione ai trigliceridi.

Al di là della riduzione dei livelli di colesterolo LDL, controllare questo parametro riduce la mortalità. Diversi studi hanno dimostrato che, nelle persone che hanno subito un evento ischemico, è vantaggioso un trattamento con statine che mantenga il colesterolo LDH al di sotto di 70 mg/dl. In questo modo si ha una notevole riduzione dei nuovi episodi, dell'infarto e della mortalità. Uno studio statunitense aggiunge ora un altro tassello alla prevensione secondaria, cioè il controllo dei trigliceridi, che sono la forma in cui i lipidi introdotti con gli alimenti vengono trasportati nel sangue. Infatti, analizzando 4,162 pazienti che erano stati ricoverati per ischemia acuta, si è riscontrato che mantenendo i trigliceridi sotto la soglia dei 150 mg/dl miglioravano tutte le variabili: anzi, per ogni 10 mg/dl di trigliceridi in meno si riduceva il rischio dell'1,6%. Certamente raggiungere bassi livelli di colesterolo e di trigliceridi è più complesso, ma potrebbe valerne la pena.

Fonte: Farmacista 33

martedì 1 aprile 2008

Redditi 2007 deducibilità/ detraibilità spese medicinali

In relazione all’imminenza della presentazione dei redditi per il 2007 e a seguito di dubbi interpretativi da parte degli operatori del settore in materia di documentazione necessaria ai fini della deducibilità/detraibilità delle spese sostenute per l’acquisto di medicinali nel periodo 1° luglio-31 dicembre 2007, l’Agenzia delle entrate ha diramato il 28 marzo 2008 l’allegata circolare n. 30, avente ad oggetto, appunto: “Deduzioni e detrazioni per spese relative all’acquisto di medicinali (articoli 10, comma 1, lettera b) e 15, comma 1, lettera c) del D.P.R. n. 917 del 1986) – Chiarimenti”.
Come si ricorda – ed è stato altresì a suo tempo confermato dalla stessa Agenzia con la risoluzione n. 156/E del 5 luglio 2007 ed in più occasioni ribadito dalla scrivente nelle circolari citate tra i precedenti - dal 1° luglio 2007 le spese per l’acquisto dei medicinali potevano essere dedotte/detratte dai contribuenti, a condizione che fossero documentate da fattura o da scontrino fiscale “parlante”, recante cioè la descrizione della natura, qualità e quantità dei farmaci acquistati, nonché l’indicazione del codice fiscale del destinatario. Tuttavia nel periodo compreso tra il 1° luglio ed il 31 dicembre 2007, nel caso in cui l’acquirente non fosse il destinatario del farmaco, non ne conoscesse il codice fiscale o non avesse con se la tessera sanitaria, l’indicazione del codice fiscale poteva essere riportata a mano sullo scontrino fiscale direttamente dal destinatario.

Per agevolare i contribuenti e per eliminare talune rigidità manifestate dai CAF e dai professionisti abilitati a predisporre le dichiarazioni dei redditi, l’Agenzia ha reso noto che “le spese sostenute nel periodo dal 1° luglio al 31 dicembre 2007, ai fini della deduzione/detrazione IRPEF, potranno essere certificate anche tramite scontrino fiscale non “parlante” o incompleto, qualora lo stesso venga integrato, per iniziativa dello stesso contribuente, mediante l’indicazione anche su foglio aggiunto del codice fiscale dell’acquirente nonché della natura, qualità e quantità dei farmaci acquistati”.

L’Agenzia ha quindi consentito ai cittadini medesimi, senza necessità di ritornare in farmacia, di integrare, anche mediante un foglio aggiunto, lo scontrino fiscale eventualmente mancante di una o più delle suddette indicazioni (natura, qualità, quantità, codice fiscale del destinatario), necessarie ai fini della deduzione/detrazione delle relative spese.

Viene ribadito, in conclusione della circolare, che “per la certificazione delle spese sanitarie relative all’acquisto di medicinali effettuate a decorrere dal 1° gennaio 2008, non potranno essere considerati validi documenti privi delle caratteristiche individuate dagli articoli 10, comma 1, lettera b) e 15, comma 1, lettera c) del D.P.R. n. 917 del 1986, così come modificati dalla legge n. 296 del 2006”; quindi saranno valide unicamente fatture o scontrini fiscali “parlanti”, completi delle indicazioni richiamate dalla risoluzione 156/E del 5 luglio 2007.

Fonte: Federfarma

lunedì 31 marzo 2008

Spese farmaceutiche 1 Luglio 31 Dicembre 2007

In assenza del cosiddetto scontrino parlante, il contribuente potrà fornire un'autocertificazione che sarà valida ai fini delle detrazioni IRPEF della spesa sostenuta per lacquisto di farmaci. Lo chiarisce l'agenzia delle Entrate, con una circolare, spiegando che per le spese sanitarie sostenute per l'acquisto di medicinali, dal primo luglio al 31 dicembre 2007, potranno essere certificate ai fini della deduzione o detrazione IRPEF anche tramite scontrino non parlante o incompleto, a condizione che il contribuente lo integri indicando, anche su un foglio a parte, il codice fiscale dell'acquirente nonché la natura, qualità e quantità dei farmaci acquistati. La nuova modalità di certificazione delle spese per medicinali - spiega ancora l'agenzia - viene adottata per venire incontro alle difficoltà dei contribuenti non in possesso di idonea documentazione, che altrimenti rischiano di non poter usufruire dello sconto IRPEF. Viene così risolto il problema determinato dalle difficoltà incontrate in sede di prima applicazione della norma che ha introdotto il cosiddetto scontrino parlante. La circolare ricorda comunque che per la certificazione delle spese sanitarie effettuate a partire dal primo gennaio 2008 sarà indispensabile avere idonea documentazione consistente nella fattura o nello scontrino parlante.

Fonte: Farmacista 33

giovedì 27 marzo 2008

Tessera Sanitaria, Codice Fiscale e dati personali

Avviso ai sensi del comma 3 dell’art. 39 legge n. 222/2007. Informativa ai sensi dell’art. 13 d.lgs. n.196/2003

Dal 1 gennaio 2008 le spese sostenute per l’acquisto dei farmaci possono essere detratte solo se documentate da scontrino fiscale parlante, recante il codice fiscale del destinatario del farmaco.

A tal fine questa farmacia informa che il trattamento dei tuoi dati personali è effettuato esclusivamente al fine di emettere, su tua richiesta, lo scontrino parlante recante il codice fiscale, in ottemperanza agli obblighi di legge.
La conservazione dei dati è effettuata esclusivamente a fini fiscali.

Il codice fiscale può essere più agevolmente rilevato dalla:
TESSERA SANITARIA
RICORDATI DI PORTARLA SEMPRE CON TE.

Tessera Sanitaria

Dal 01/01/2008, per poter presentare alla detrazione fiscale le spese sostenute per l'acquisto dei farmaci, è necessario che tali spese siano documentate da uno scontrino "parlante" che riporti stampato il codice fiscale del dichiarante. Pertanto, all'atto dell'acquisto, è necessario esibire la Tessera Sanitaria ovvero il Codice Fiscale per poter effettuare correttamente tale operazione.

Si rammenta che il prezzo dei farmaci etici di fascia C, vendibili solo dietro presentazione di ricetta medica, è un prezzo sottoposto al controllo dell' Agenzia Italiana del Farmaco ed è un prezzo fisso al quale, ad oggi, non è consentito applicare alcun tipo di sconto.

Possono essere scontati e detratti, con la procedura sopra ricordata, i farmaci senza obbligo di ricetta medica.

Possono essere scontati, ma non detratti (salvo i casi consentiti dalla legge), i parafarmaci, gli integratori, i cosmetici e tutti quei prodotti non classificati come farmaco.